giovedì 14 giugno 2012

“Aspettami ed io tornerò” (Konstantin M. Simonov)


Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c'è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.

Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell'anima mia...
Aspettami. E non t'affrettare
a bere insieme con loro.

Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.


Konstantin M. Simonov (San Pietroburgo 1915 – Mosca 1979), scrittore e uomo politico, riuscì a coniugare perfettamente la sua attività letteraria ed i suoi impegni istituzionali. Ricoprì, infatti, alte cariche di governo: fu deputato del Soviet Supremo dell’URSS e membro (dal 1949) del Praesidium del Comitato sovietico per la difesa della pace.
Esordì nel 1937 come letterato con alcuni poemi storici, ma è alla sua attività di drammaturgo che deve soprattutto la sua fama.
Durante la seconda guerra mondiale fu corrispondente dal fronte per il giornale “Stella Rossa” e pubblicò versi, schizzi e racconti di guerra. Ampia notorietà gli procurarono in questo periodo le sue poesie d’amore.
“Aspettami ed io tornerò”, in cui un soldato chiede alla sua amata di aspettarlo e credere ad un suo ritorno nonostante tutti intorno a lei abbiano ormai abbandonato le speranze, fu scritta da Simonov per la sua futura moglie, l’attrice Valentina Serova; questa poesia ebbe un grandissimo successo all’epoca ed ancora oggi è una delle più famose e conosciute poesie in lingua russa.
Ispirati alla guerra scrisse diversi drammi tra cui “Gente russa” (1941) oltre al romanzo “I giorni e le notti” (1943-44), dedicato alla difesa di Stalingrado.
Dopo la guerra la sua attenzione fu rivolta ai problemi di politica internazionale sia nei suoi versi che nei suoi drammi.
Da molte delle sue opere (drammi e romanzi) sono stati tratti dei film. 


5 commenti:

  1. Commovente ...eroismi sentimentali di altri tempi...un romanticismo che mi ha sempre attratto e fatto fantasticare ...

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  2. Ciao, ho conosciuto il tuo blog grazie alla (meritatissima) stroncatura dei libri della seria "Cinquanta sfumature". Mi piace molto Simonov, sono lieta che tu lo abbia riproposto in italiano, sai dirmi di chi è la traduzione? Io mi occupo di letteratura russa, e sono sempre felice quando c'è chi diffonde opere ed autori meno conosciuti, complimenti! (mi chiamo Alessandra)

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    1. Ciao e benvenuta! La traduzione è di Angelo Maria Ripellino e se ti può interessare il sito in cui l'ho trovata è il seguente www.poesia.it (poesia n. 200 dicembre 2005 - Crocetti Editore 2005).
      Ho scoperto questa bellissima poesia per caso. Una cosa che mi ha molto incuriosita è che sul web non ci siano neppure molte notizie biografiche dell'autore in lingua italiana...
      Condivido spesso i giudizi di pennylane1202...e di conseguenza eviterò di leggere il libro!
      Grazie per i complimenti!

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  3. Ciao a tutti, esiste una bella canzone sovietica con questa poesia:
    http://www.youtube.com/watch?v=6X3xLkeh_Co

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    1. Non conoscendo il russo, ti credo sulla parola :-)
      Grazie per la segnalazione

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