domenica 5 maggio 2013

“Anna Karenina” di Lev Tolstoj (1877 – 1910)


Non ho mai voluto vedere alcun film tratto da questo romanzo, sapevo che sarebbe venuto il giorno che l’avrei letto e non volevo assolutamente essere influenzata dalle trasposizioni cinematografiche della storia.

 “Anna Karenina”, uno dei romanzi più famosi della letteratura russa e non solo, è principalmente la storia di un adulterio commesso da una donna che appartiene all’alta società. Anna è la moglie di un noiosissimo alto funzionario russo (Aleksej Karenin), che si innamora corrisposta di un uomo più giovane, il conte Vronskij. Quando i due decidono di rendere pubblico il loro amore, la società respinge e condanna gli amanti che con il loro comportamento hanno osato sfidare i suoi rigidi canoni di moralità. Fa da contraltare alla coppia Anna/Vronskij la coppia formata da Levin/Kitty. Kitty è la cognata del fratello di Anna e anche lei è innamorata di Vronskij che le preferisce però la Karenina. La donna, una volta superato il trauma del rifiuto da parte del conte, al ritorno da un viaggio in Germania rivede Levin, un vecchio innamorato, caro amico del cognato, e accetta la sua proposta di matrimonio. Da una parte abbiamo quindi una coppia perennemente in crisi, messa al bando dalla società e dove la donna adulterina deve fare i conti con un marito che le nega il permesso di vedere il figlio, oppressa dai sensi di colpa, schiacciata dall’insicurezza e dalla crescente paura di non essere amata incondizionatamente e totalmente dal suo uomo. Dall’altra parte abbiamo una coppia felice, Kitty e Levin vivono una vita serena ed onesta, fondata sulla reciprocità del loro amore e della devozione e non sulla passione travolgente.

Il romanzo di Tolstoj è indubbiamente un capolavoro, lo scrittore descrive perfettamente i suoi personaggi e soprattutto riesce a farli muovere in un contesto storico e sociale raccontato minuziosamente. Molto belle ed interessanti sono le descrizioni della campagna e della situazione dei contadini in Russia; dobbiamo ricordare infatti che qui l’abolizione della servitù della gleba, avvenuta nel 1861 ad opera dello Zar Alessandro III, era un fatto molto recente.

Il libro mi è piaciuto moltissimo, ma anche se mi rendo conto che attirerò l’ira funesta della maggior parte dei lettori, devo essere onesta e dirvi che non ho amato per niente il personaggio di Anna Karenina.
Ecco l’ho detto.
La Karenina è una donna nevrotica e depressa e io l’ho trovata irritante nella sua perenne insoddisfazione. E’ una donna emancipata, decide di vivere la sua storia di passione, ma non è disposta a pagarne il prezzo. Non dico assolutamente che sia giusto il trattamento che la società le riserva anzi tutt’altro.
Quello che però non trovo accettabile è il suo modo di affrontare gli eventi. Dice di amare il figlio Serëža, soffre nel doverlo lasciare al padre, ma non per questo rinuncia alla sua passione, tra l’amore materno e la passione per Vronskij, sceglie la seconda. Non è giusto che una donna sia messa  davanti ad una scelta del genere, ma resta il fatto che Anna, costretta a farla, sceglie egoisticamente “se stessa” o meglio la soddisfazione del desiderio. Lei deve rinunciare alla sua rispettabilità ma anche Vronskij per vivere il loro amore deve rinunciare a diverse cose, prima tra tutte la carriera. Ad Anna però non sembra mai abbastanza e alla fine lo opprime con la sua insicurezza e la sua possessività. Il finale è scontato, il suicidio è l’unica via possibile per questa donna eternamente in lotta con se stessa e distrutta dal peso degli errori commessi. 
Il personaggio che ho amato veramente è Levin. Levin è un uomo onesto, che vive in una sua rigorosa morale che spesso lo pone nella condizione di non riuscire ad accettare le norme della società. Detesta la fumosità della burocrazia e ama la concretezza. E’ un uomo buono, corretto e leale. Spesso è un po’ troppo rigido e formale ma sa anche mostrare il suo lato umano. Nonostante il fatto di essersi ripromesso di non voler mai più avere a che fare con Kitty che gli aveva preferito Vronkij, quando si rende conto della profondità dei suoi sentimenti nei confronti della donna, torna sui suoi passi e la sposa. E’ appassionante la sua voglia di riuscire ad instaurare nuovi rapporti tra i contadini e i padroni, permettendo così di migliorare i rapporti tra le varie classi del popolo russo. Levin è sempre ossessionato dalla ricerca del senso della vita e della morte, ma alla fine riesce a ritrovare la sua fede in Dio e questo grazie anche all’amore della donna che ha accanto.

La vera protagonista di “Anna Karenina è in fini dei conti la vita stessa…amore, odio, passione, noia, tradimento, solitudine, comprensione…non manca proprio nulla.

9 commenti:

  1. Concordo in pieno con te. A prima lettura ho apprezzato tantissimo Anna e Vronskj e il loro amore contrastato e folle. Poi però ho riletto dei pezzi mesi fa e devo dire che l'amore più sincero e onesto tra Levin e Kitty è decisamente meglio. Brava Ely!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! sì direi che all'inizio la storia tra Anna e Vronskij ti entusiasma ma dopo un po' diventa monotono il tira e molla..

      Elimina
  2. Io avevo letto il libro in età adolescenziale e visto il film con la knightley di recente, in volo, durante un viaggio: quindi non potevo scappare, mi è toccato sorbirmelo :D

    Sarò eretica nel dire che ho apprezzato parecchio il film per come ha organizzato la trama narrativa facendolo diventare "teatro nel cinema"? Forse ancora di più del libro? Poi, si, forse A.K. è il romanzo di Tolstoj che meno ha retto al tempo, perché intanto le convenzioni sociali sono profondamente cambiate.

    Ciao!
    Elena

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho visto il film qualche giorno fa e non mi è dispiaciuta per niente l'idea del teatro nel cinema.
      Purtroppo, visto la mole del romanzo, qualcosa doveva essere sacrificata e mi spiace si sia dovuta ridurre tanto la parte di Levin che era il mio personaggio preferito.

      Elimina
  3. Ho letto il libro e visto vari film compreso l'ultimo,con questa idea del teatro realizzata perfettamente.
    Mi piace molto il tuo commento perche' penso che TOLSTOY voleva proprio esaminare due tipi di amore:quello passionale,che coinvolge e travolge e quello piu' "tranquillo" fatto di scelte quotidiane,semplici,ma profonde.
    P.s.
    non riesco a trovare il libro della levy sai dove ,con sicurezza posso reperirlo?
    un saluto
    marisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le librerie non credo lo abbiano proprio tutte ma qualcuna può forse ordinartelo. Alcune lo hanno ma dipende dalla città dove abiti se mi fai sapere mi informo. Altrimenti più pratico puoi comprato direttamente da casa editrice www.jomarch.eu
      Ciao! A presto!

      Elimina
  4. IO SONO A ROMA..LA PICCOLA LIBRERIA DOVE ACQUISTO I LIBRI LO AVEVA IN CATALOGO MA NON DISPONIBILE PER ALMENO QUALCHE SETTIMANA..O ASPETTO O ALLARGO LE MIE RICERCHE.

    GRAZIE
    A PRESTO

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sono informata non so se è la stessa libreria dove vai di solito tu ma mi è stato suggerito dalla casa editrice di provare con la libreria Arion di Via Veneto. Ciao :)

      Elimina