domenica 30 novembre 2014

“Il matrimonio delle sorelle Weber” di Stephanie Cowell

IL MATRIMONIO DELLE SORELLE WEBER
di Stephanie Cowell
BEAT

Ci sono volte in cui scrivere una recensione è più difficile di altre, non perché non si sappia cosa dire, ma semplicemente perché scriverla significa che si è giunti all’ultimo atto, terminato questo calerà per sempre il sipario su quei personaggi che ci hanno tenuto compagnia e saremo inevitabilmente costretti a lasciarli andare.

E’ vero ci saranno altri libri, altre storie, magari altri mondi da esplorare e senza dubbio altri personaggi da conoscere che prenderanno il loro posto, ma questo pensiero non attenua quella malinconia che ci ha colti immediatamente dopo aver letto l’ultima riga dell’ultima pagina.

E’ con questo spirito dunque che oggi mi accingo a parlarvi di “Il matrimonio delle sorelle Weber” di Stephanie Cowell.

Siamo nel 1842 a Salisburgo e Sophie Weber, la più piccola delle quattro sorelle, ormai ottantenne si appresta a raccontare la storia della sua famiglia a Vincent Novello, un giovane inglese, interessato a raccogliere materiale sulle giovani Weber e sul famoso musicista e compositore al quale esse furono molto vicine ovvero Wolfgang Amadeus Mozart.

Un giovedì sera come tanti a Mannheim in casa Weber, Herr Fridolin attendeva gli ospiti insieme alla moglie Maria Cecilia ed alle quattro figlie: Josepha, la maggiore di diciannove anni, Aloysia, Costanze e Sophie.

Le riunioni del giovedì sia per Fridolin Weber che per tutta la sua famiglia erano così importanti da passar sopra al fatto che gli altri giorni della settimana sarebbero stati costretti a fare i salti mortali per fare quadrare il bilancio perché in verità di soldi in casa ce n’erano davvero pochi.
 
Fridolin Weber era un copista di musica, un po’ compositore, sapeva suonare diversi strumenti. Gli incontri del giovedì erano riunioni in cui si faceva musica con gli ospiti e in cui le due figlie maggiori potevano dare sfoggio delle loro grandi qualità canore.

Proprio in una di quelle sere la famiglia Weber fece la conoscenza del giovane Mozart accompagnato nell’occasione dalla madre.

Mozart si innamorò perdutamente della bella Aloysia, ma non potendola sposare subito perché pressato dalla propria famiglia affinché raggiungesse il successo e l’indipendenza economica prima di accasarsi, fu costretto a chiedere alla ragazza di aspettarlo.

Aloysia accettò la proposta, ma in seguito si lasciò sedurre da un giovane pittore Joseph Lange e, in attesa di un figlio da questi, decise di sposarlo abbandonando Mozart al suo destino.

Herr Mozart uscì col cuore a pezzi dalla storia con Aloysia, ma col tempo riuscì a superare l’amara delusione e trovò un nuovo amore.
Si innamorò di un’altra sorella Weber e nonostante i numerosi contrattempi, fraintendimenti e malintesi questa volta riuscì a coronare il suo sogno d’amore e a sposare la fanciulla.
Sappiamo dalle prime pagine che non si può trattare di Sophie, io narrante della storia, resta quindi da scoprire chi sarà la prescelta tra Josepha o Costanze.

Io non vi svelo il mistero e il mio consiglio è quello di non leggere il riassunto sulla quarta di copertina del libro in modo da non rovinarvi il piacere della lettura.

Il romanzo è basato sugli avvenimenti della vita del giovane Mozart e ci racconta di un periodo della vita del compositore forse meno conosciuto di altri.

Spesso, infatti, la letteratura, le biografie, il cinema e la televisione ma anche le rappresentazioni teatrali ci hanno riportato aneddoti sulla vita di Mozart enfant prodige oppure ci hanno riferito dei suoi costanti e gravosi contrasti con Salieri.

Il periodo trattato dal romanzo della Cowell è invece quello in cui il giovane Wolfgang Amadeus Mozart cerca di affermare se stesso come musicista indipendente: egli non vuole vestire nessuna livrea ed il suo unico desiderio è quello di poter vivere liberamente della sua musica scrivendo quello che più gli aggrada.

Una fase, questa, nella vita del famoso musicista per nulla semplice; un periodo in verità fatto di molte rinunce e tante porte sbattute in faccia oltre a qualche bella pedata assestata nel fondoschiena nel vero senso letterale del termine!

La presenza delle sorelle Weber nella vita di Mozart ebbe un’importanza davvero significativa non solo a livello sentimentale, ma anche artistico.
La conoscenza di queste giovani donne fu fondamentale per la sua educazione sentimentale, ma lo fu ancora di più perché esse divennero anche le sue muse, le sue principali ispiratrici.
Mozart scrisse pezzi sia per Aloysia che per Josepha, ma al di là dei componimenti che scrisse perché loro potessero cantarli, significativa fu la profonda ispirazione che egli trasse dalle Weber per delineare i personaggi femminili delle sue opere.

Diversi sono i libri in letteratura le cui protagoniste sono quattro sorelle, possiamo ricordare tra i grandi classici “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen, “Piccole donne” di Louisa May Alcott e “La storia di una bottega” di Amy Levy.

“Il matrimonio delle sorelle Weber” (titolo originale "Marrying Mozart") si può tranquillamente collocare tra questi classici che ci parlano dell’iniziazione di giovani donne alla vita adulta, unica differenza è che il romanzo di Stephanie Cowell è tratto dalla vita reale.

Le quattro sorelle Weber erano dotate tutte quante di forte personalità nonostante avessero caratteri molto diversi tra loro.

La bella Aloysia, una giovane viziata, altezzosa ed egoista, non riesce a suscitare la simpatia del lettore e sinceramente non si può che tirare un sospiro di sollievo per il giovane Mozart quando il matrimonio va in fumo.
Le parole di Josepha riguardo alla sorella ed il promesso sposo sono molto indicative al riguardo:

mi spiace per lui, perché lui la ama e lei non ha cuore

Josepha dotata come Aloysia nel canto era però penalizzata dall’alta statura che la rendeva meno bella della sorella.
Costretta a vivere all’ombra di Aloysia, soffriva di un complesso di inferiorità che la rendeva incostante e ribelle. Il suo più grande e unico desiderio era trovare qualcuno che la amasse a dispetto di tutto e di tutti.

Costanze era forse delle tre sorelle quella che più sentiva la musica pur non essendo particolarmente dotata, non era, infatti, né una brava esecutrice né una brava cantante.
Si limitava a copiare quella musica che amava così tanto e che spesso la faceva commuovere fino alle lacrime.
Costanze riconosceva un grande valore ai legami familiari. Il suo obiettivo era quindi quello di riuscire a tenere unite le sorelle e la madre cercando in ogni modo possibile di evitare contrasti, ripicche e contese.

Infine c’era la piccola Sophie: dolce, gentile e comprensiva, amava gli animali, sempre pronta a difendere i più deboli e disposta a spendere una buona parola per chiunque. Credeva fermamente che la sua vita dovesse essere dedicata a Dio ed alle opere di carità.

L’intrigo del romanzo è appassionante; il racconto ricco di pianti, dispetti, rivalse, riconciliazioni, bugie e cose non dette è narrato da un punto di vista tutto femminile.

E’ vero che la storia è molto romanzata, ma è altrettanto vero che è scritta con tanta grazia, arguzia e garbo che non la si può non apprezzare e restarne affascinati e coinvolti fin dalle prime pagine.

“Il matrimonio delle sorelle Weber” è un libro divertente e scorrevole; una lettura gradevole, poco impegnativa che decisamente vi consiglio.



5 commenti:

  1. Ce l'ho anche io in edizione Neri Pozza e dopo la tua bellissima recensione non vedo l'ora di leggerlo!!! *-*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. aspetto di sapere cosa ne pensi ^^

      Elimina
  2. Elisa, credo non avrò mai il coraggio di leggere questo romanzo! Mozart e la sua vita mi hanno sempre messo addosso tristezza e e rabbia. Tempo fa riuscii a leggere La sorella di Mozart della Charbonnier che mi piacque, ma mi lasciò comunque malinconica. So che anche questo romanzo tende a focalizzarsi maggiormente su delle donne che giravano attorno a Mozart e non al personaggio stesso, ma temo, in ogni caso, di non farcela. Lieta, tuttavia, di aver letto la recesione e che tu mi abbia fatto scoprire un'autrice con delle buone capacità. Chissà, potrebbe pubblicare altro...

    RispondiElimina
  3. Ma ho appena scoperto che è l'autrice di Claude & Camille! Altro romanzo che accantonai perché... insomma, si sa. Potrei anche decidermi a procurarmelo adesso, però.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. come dire che adesso dovrei leggermi Clade & Camille???credo che in edizione Neri Pozza sia "La donna col vestito verde"... e aggiungiamo pure questo all'infinita lista ^^

      Elimina