lunedì 31 dicembre 2018

“Viking - La regina del mare” di Linnea Hartsuyker


VIKING
LA REGINA DEL MARE
di Linnea Hartsuyker
GIUNTI
“La regina del mare” è il secondo volume della trilogia "Viking” nata dalla penna di Linnea Hartsuyker.

L’autrice si è ispirata per scrivere questi romanzi alle storie narrate nell’Heimskringla, opera del XIII secolo di Snorri Sturluson, storico, poeta e uomo politico islandese vissuto ben quattro secoli dopo gli eventi storici da lui raccontati.

Sono trascorsi sette anni dalla battaglia di Vestofold, episodio col quale si chiude il primo volume della saga, “Le ossa di Ardal”.

La realizzazione del sogno di Harald di una Norvegia unita sotto il suo regno è ancora lontano.
Molti sono coloro che sono fuggiti in Islanda e da qui progettano, grazia ad un’alleanza con il re di Svezia, di riprendersi i propri regni.
Re Harald nel frattempo è sempre più in aperto contrasto con il suo alleato Re Hakon e la loro unione diviene ogni giorno più incerta ed inaffidabile.

Ragnvald, nonostante creda sempre fermamente alla sua visione e continui a sostenere con tutte le sue forze il progetto del suo re, inizia ad essere stanco di combattere e vorrebbe avere un po’ di tempo per potersi dedicare a Sogn, la sua terra, ma anche ai suoi figli che stanno crescendo senza di lui.

Svanhild in questi anni a fianco del marito Solvi ha viaggiato raggiungendo terre lontane, ha assaporato la libertà, ma anche lei, come il fratello Ragnvald, vorrebbe ora trovare un luogo dove fermarsi e fare crescere il piccolo Eystein.

Eystein è un bimbo gracile che non solo non ha ereditato la forza e la determinazione dei genitori, ma purtroppo neppure la passione per il mare al quale invece preferisce le verdi distese d’erba.   

Svanhild dovrà mettere in campo tutto il suo coraggio se vorrà sopravvivere ai colpi avversi della sorte e si ritroverà a dover compiere ancora una volta scelte molto difficili per poter rimanere padrona del proprio destino.

In questo secondo libro ritroviamo i protagonisti che tanto abbiamo amato nel primo volume della saga: Ragnvald, Solvi, Savnhild,

Ognuno di loro è rimasto se stesso, pur cambiando e maturando; gli eventi li hanno trasformati in uomini e donne diversi eppure ancora fedeli a stessi.

L’impulsivo e avventato Ragnvald, anche se ancora fiero e indomito, è diventato un uomo più riflessivo che ha imparato a giocare d’astuzia.
Lo sconfinato attaccamento per il suo re metterà a repentaglio non solo la sua vita, ma anche i suoi rapporti con parenti ed amici; Ragnvald, però, saprà restare saldo nelle sue convinzioni e fedele alla sua visione del lupo dorato che regnerà un giorno su tutta la Norvegia unita.

Sotto il peso dei dolori e delle avversità, Svanhild, la ragazzina testarda e ribelle, è diventata una donna forte e coraggiosa che ha saputo conquistare per se stessa l’appellativo di regina del mare.
Svanhild però dovrà sfoderare tutta la sua energia e la sua determinazione se vorrà rimanere fedele al suo insaziabile desiderio di libertà.

Il cambiamento non si avverte solo nei protagonisti della storia, ma in tutti i personaggi: mentre Heming prende coscienza di quanto per lui sia negativa l’influenza del padre Hakon, suo fratello Oddi inizia a guardare con nuovi occhi Ragnvald, il suo migliore amico; Harald mano a mano che acquista maggiore fiducia in se stesso, sempre più si allontana dallo zio e consigliere Guthorm; mentre Vigdis acquista un po’ di umanità rispetto alla donna fredda e calcolatrice del primo libro, Hilda si rivela essere invece una buona madre, ma una moglie distante e scostante.

Nonostante un avvio piuttosto lento, questo secondo romanzo si rivela essere assolutamente all’altezza del primo volume della trilogia.

“La regina del mare” è un libro coinvolgente e appassionante dove azione, intrighi, passione, tradimento, violenza e politica si susseguono senza esclusione di colpi.

I personaggi conservano immutato il fascino del primo volume riuscendo a mantenere intatti l’incanto e le emozioni suscitate nel lettore con “Le ossa di Arval”.

Non ci resta quindi che restare in trepidante attesa dell’uscita del terzo e conclusivo libro della saga, The Golden Wolf.






lunedì 24 dicembre 2018

“La dama dei Medici” di Jeanne Kalogridis


LA DAMA DEI MEDICI
di Jeanne Kalogridis
NEWTON COMPTON EDITORI
“La dama dei Medici” è ambientato nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, ma la protagonista non è un’esponente della splendente corte rinascimentale medicea, come ci suggerirebbe il titolo, bensì una ragazza del popolo.

Firenze è stata scomunicata da papa Sisto IV in aperto contrasto con Lorenzo de’ Medici; la guerra è alle porte e, come sempre in questi frangenti, sono proprio i più indigenti ad essere maggiormente colpiti trovandosi a dover subire un aggravamento delle già pessime condizioni di vita in cui versano.

Giuliana era stata abbandonata in fasce dinnanzi all’Ospedale degli Innocenti e qui era rimasta fino a quando, ormai cresciuta, aveva dovuto lasciare la struttura per raggiunti limiti di età.
Dopo essersi rifiutata di sposare il pretendente propostogli dalle suore, un anziano conciatore due volte vedevo e padre di diversi figli, Giuliana, completamente abbandonata a se stessa, tira ora avanti campando di espedienti e di piccoli furti.

A farle compagnia ci sono Tommaso, un orfano di sei anni, la cui madre era morta di peste dinnanzi ai suoi occhi, e Cecilia, di pochi anni più grande di Giuliana, per lei più che un’amica quasi una sorella, conosciuta ai tempi dell’orfanotrofio.

Giuliana, travestita da ragazzo, una sera come tante altre, sta tendendo il “tranello” insieme a Tommaso a quello che in apparenza sembra essere un innocuo ed anziano signore, ma qualcosa va storto e mentre Tommaso riesce a scappare, Giuliana viene invece arrestata.

La ragazza, con il consenso del gendarme, riesce a sottrarsi alla prigione e viene portata via dall’uomo che aveva cercato di derubare.

L’anziano signore però si rivelerà essere un uomo molto diverso da quello che Giuliana aveva immaginato.

Ser Giovanni, il cui vero nome è in realtà Abramo, proporrà a Giuliana di lavorare per lui; quello che le viene richiesto di eseguire è un compito rischioso e pericoloso, ma anche molto ben retribuito.

La proposta dell’uomo è una di quelle proposte irrinunciabili, ma non sarà solo il ricco compenso che indurrà la ragazza ad accettare di collaborare con lui.
                                                                                                                           
Quando Giuliana era stata abbandonata aveva con sé un talismano d’argento, un talismano molto raro e prezioso, un talismano creato per lei dal leggendario Mago di Firenze.
Questo disco d’argento con la raffigurazione del marchio del Mago, un piccolo sole e una luna congiunti, racchiudere in sé un prezioso segreto.
Sarà proprio grazie a questo oggetto che non solo Giuliana avrà la possibilità di scoprire l’identità dei suoi genitori, ma anche di aiutare i Medici e la città di Firenze.

Giuliana è una ragazza intraprendente, fiera e determinata; è solita atteggiarsi a dura, ma in realtà la sua è solo una maschera che indossa per cercare di non soffrire.
Giuliana è spaventata dalla possibilità di perdere le persone a lei care, ha paura dell’abbandono e così cerca di chiudere il suo cuore senza però riuscirci mai completamente.

Non esita a definire se stessa una ladra, un’eretica, una peccatrice, però allo stesso tempo non perde occasione per sottolineare di essere una persona leale.

L’amore per Giuliana è qualcosa che esiste solo per spezzare il cuore, mentre la lealtà è un’altra questione, la lealtà per Giuliana è sinonimo di onore.

Giuliana si dichiara leale in particolar modo verso Lorenzo de’ Medici; come ogni povero, anche lei è furiosa con lui per le condizioni in cui versa la popolazione, ma gli resta comunque fedele perché per lei essere leale verso Lorenzo significa essere leale verso la sua città; per Giuliana Lorenzo il Magnifico e Firenze sono infatti la stessa cosa.

Il romanzo è un’opera di pura fantasia i cui personaggi per quanto affascinanti e veritieri non hanno alcuna attinenza con la realtà.
Gli unici personaggi reali sono Lorenzo de’ Medici e sua madre Lucrezia  Tornabuoni, ma nulla di reale vi è nell’intreccio narrativo che li lega alla vita della protagonista del romanzo.

Il libro di Jeanne Kalogridis è una lettura piacevole che si contraddistingue per la sua trama intrigante, per la sua minuziosa ambientazione storica e per i suoi personaggi affascinanti e ben caratterizzati.

Da sottolineare inoltre la magistrale capacità dell’autrice nell’indurre il lettore a calarsi direttamente nella storia attraverso un’accurata descrizione della topografia della città.
Grazie a questa infatti il lettore si ritrova catapultato nella Firenze medicea sulle tracce dei vari personaggi per assistere quasi in prima persona alle loro imprese; con loro si aggira dalle parti della Chiesa di San Lorenzo, si sofferma ad ammirare le bellezze del Duomo e del Battistero, percorre  Via dei Calzaiuoli e la Via Larga (oggi insieme all’antica Via San Leopoldo divenuta Via Cavour), passa davanti a Palazzo della Signoria, attraversa Ponte Vecchio per dirigersi verso Borgo San Iacopo.  

“La dama dei Medici” potrebbe rientrare come genere, se non fosse per la sua ambientazione nel Rinascimento italiano, tra i romanzi cosiddetti di “cappa e spada” di cui il bello e tenebroso maestro di spada Niccolò potrebbe essere un protagonista perfetto.

Il libro di Jeanne Kalogridis è un romanzo avvincente, suggestivo e coinvolgente; una lettura che ha confermato la buona impressione che mi ero fatta di questa autrice quando qualche tempo fa avevo letto “La sposa dell‘inquisitore” edito da Longanesi.






domenica 2 dicembre 2018

“Origin” di Dan Brown


ORIGIN
di Dan Brown
MONDADORI
Edmond Kirsch, miliardario quarantenne futurologo, guru dei computer, inventore ed imprenditore fuori dagli schemi, nonostante la sua giovane età ha già ideato un notevole numero di tecnologie avanzate che hanno rappresentato un incredibile salto in avanti in svariati campi: dalla robotica alle neuroscienze, dall’intelligenza artificiale alle nanotecnologie.

Ora Edmond Kirsch è pronto a svelare la sua ultima scoperta, qualcosa di grandioso e inimmaginabile, qualcosa che avrà un impatto profondo sui credenti di tutto il mondo qualunque religione essi professino.

Il quarantenne futurologo sostiene infatti di aver trovato la risposta ai due misteri che da sempre stanno al centro dell’esperienza umana, la creazione e il destino dell’uomo.
Kirsch in una conferenza indetta al museo Guggenheim di Bilbao risponderà alle due domande fondamentali sulle quali l’umanità si interroga da secoli: Da dove veniamo? Dove andiamo?

Edmond Kirsch vent’anni prima era stato uno tra gli studenti più promettenti di Robert Langdon all’università di Harvard dove aveva seguito il suo seminario su “Codici, cifrari e il linguaggio dei simboli”.
La passione per il computer aveva allontanato quasi subito il giovane Edmond dal mondo della semiotica, ma tra alunno e insegnate era nato un solido legame.
Proprio per questo motivo Langdon è uno degli invitati alla serata a cui prenderanno parte solo ospiti illustri, serata nella quale Edmond Kirsch divulgherà la sua preziosa scoperta.

Alla conferenza però qualcosa andrà storto e il professor Langdon si troverà in grave pericolo; costretto a fuggire, non solo dovrà lottare per la propria sopravvivenza, ma anche per difendere l’inestimabile patrimonio di conoscenza del suo ex-alunno che rischia di andare perduto per sempre.

Credo che pochi scrittori riescano a catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine di un romanzo come è in grado di fare Dan Brown.

Non sono un’appassionata del genere thriller, ma ogni volta che affronto la lettura di un libro di questo autore, nonostante magari abbia già divorato un centinaio di pagine rendendomi conto perfettamente che non è ancora accaduto nulla di concreto nella storia, la suspense che Dan Brown riesce a creare fa si che diventi per me praticamente impossibile trovare la forza di posare il volume.

“Origin” è ambientato in una cattolicissima Spagna post-franchista, dove il re in fin di vita, assistito dal suo confidente e consigliere, il rigido vescovo Antonio Valdespino, sta per lasciare il regno nelle mani del suo unico figlio.
In un paese dove ogni giorno cresce sempre di più il desiderio di laicizzazione, la gente si chiede che tipo di re sarà l’erede al trono le cui idee sono avvolte ancora nel mistero.
Di lui, in verità, si sa solamente che ha scelto di sposare una donna non nobile, forte e indipendente, Ambra Vidal, la direttrice del museo Guggenheim; questo lascerebbe presagire forse un’apertura verso un futuro più libero e indipendente.

“Origin” è un romanzo che oltre ad avvicinarci al mondo dell’arte moderna e contemporanea, cercando di darci qualche definizione e qualche parametro che ci aiuti ad orientarci in questo campo, per me devo ammettere ostico e sconosciuto quanto al professor Langdon, ci pone anche diversi interrogativi attuali e piuttosto delicati, non solo sull’annosa questione del rapporto che intercorre tra scienza e religione, ma anche su quanto le nuove tecnologie stiano cambiando il nostro modo di rapportarci con il mondo e interagire con il prossimo.

Non potendo anticiparvi molto di più, per non rovinarvi il piacere della lettura, vi posso solo dire che trama avvincente e adrenalinica, cospirazioni e teorie complottistiche, intelligenze artificiali e colpi di scena oltre alla presenza dell’immancabile Robert Langdon, l’affascinante protagonista dei migliori romanzi di Brown, sono gli ingredienti che fanno di “Origin” un altro bestseller assolutamente da leggere per gli appassionati del genere e non solo.