lunedì 12 aprile 2021

“La coppa dell’amore” di Winston Graham

Decimo volume della Saga di Poldark, “La coppa dell’amore” prende il titolo da una piccola coppa d’argento recante la scritta amor gignit amorem. L’oggetto faceva parte del bottino frutto della rocambolesca rapina compiuta da Jeremy Poldark, Stephen Carrington e Paul Kellow ai danni della banca Warleggan il cui racconto occupava buona parte del precedente romanzo.

La rapina è per certi versi anche il leitmotiv di questo decimo libro. Infatti, non è solo l’amore a dominare la scena come suggerirebbe il titolo, ma anche la continua tensione giocata sulle tante circostanze per i colpevoli di essere smascherati con conseguenze devastanti per tutti. 

Se però Stephen e Paul riescono a convivere con il loro inconfessabile segreto e mettere a frutto i loro disonesti guadagni, lo stesso non si può dire per Jeremy Poldark che, sempre più oppresso dai sensi di colpa oltre che dall’ostinato rifiuto di Cuby Trevanion, ormai prossima alle nozze con Valentine Warleggan, deciderà di arruolarsi per sfuggire alla situazione per lui ormai emotivamente insostenibile.

D’altra parte, proprio lo stesso George Warleggan non sembra per niente intenzionato a rinunciare a trovare i colpevoli e ogni giorno che passa è sempre più vicino a scoprire la verità.

Geoffrey Charles, esonerato dal servizio attivo per qualche mese a causa di una ferita ricevuta in battaglia, torna a casa conducendo con sé la sua giovane moglie spagnola. Quale migliore occasione per dare una festa a Trenwith e fare conoscere a tutti Amadora?

Grazie a questa serata il lettore avrà l’occasione di riallacciare le fila della trama e incontrare nuovamente tutti i personaggi a lui più cari e non solo quelli.

In realtà fin dalle prime pagina, mentre Geoffrey Charles e la zia Verity si aggiornano a vicenda sulle ultime novità, il lettore ha l’impressione di non aver mai lasciato veramente quei luoghi e quei personaggi a lui tanto familiari.

In questo romanzo Clowance e Stephen si riavvicineranno definitivamente convolando a nozze. Inutile dire che non ho mai nutrito molta simpatia per Carrington e questo nuovo episodio non mi ha fatto cambiare idea sul suo conto, ma staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi libri.

Il personaggio di Geoffrey Charles invece ha acquistato più fascino, più simile a Ross di quanto non si pensasse all’inizio, è a lui che il cugino Jeremy si rivolge per avere consigli non esitando a confessargli, non solo le sue pene d’amore, ma addirittura la rapina compiuta.

Valentine Warleggan rimane invece un personaggio piuttosto ambiguo, devoto al ricordo della madre, sembra non aver ereditato nulla dal padre naturale Ross e nello stesso tempo si allontana sempre più da quello che per tutti è il suo vero padre George con il quale i rapporti sono sempre più burrascosi e tesi.

Ursula Warleggan, nonostante sia una femmina, invece dimostra col passare del tempo sempre più di essere la vera erede di George. Sgraziata nella figura, ma molto astuta e attenta, la ragazzina fa davvero sorridere quando la si vede impegnata a giocare con il modellino di una miniera, fatto costruire in scala per lei da suo padre, per il quale si diverte persino a tenere dei registri e dei libri contabili!

Siamo ormai verso l’epilogo finale, mancano solo due libri alla conclusione della saga, e, a costo si essere ripetitiva, non posso che confermare ancora una volta che i romanzi di Winston Graham sorprendono per la capacità del suo autore di riuscire a mantenere sempre alta l’attenzione del lettore affascinandolo con i suoi personaggi e coinvolgendolo con le loro storie sempre allo stesso modo fin dal primo libro.

Non credo di aver mai letto una saga e per giunta così lunga che riuscisse a mantenere un così costante ritmo del racconto senza mai accennare un minimo calo di tensione narrativa come questa di Poldark scritta da Winston Graham.

Che dire? Un altro romanzo che si legge tutto d’un fiato e che ancora una volta ci lascia in trepidante attesa della prossima uscita.

                                       

Qui potete trovare i post dedicati agli altri volumi della saga di Poldark.

 


2 commenti:

  1. Un tocco di frivolezza: l'immagine di copertina è proprio bella, a mio gusto.

    Mi chiedo se in questo romanzo Graham non si sia fatto ispirare da La coppa d'oro di Henry James, che stava proprio a rappresentare la colpa e il senso di colpa.

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    1. Hai ragione anche a me piace molto questa copertina.

      Potrebbe anche essere un richiamo al libro di Henry James, purtroppo non l'ho mai letto e non posso dirti nulla.
      Confesso di non aver mai provato una gran simpatia per questo scrittore. Diciamo che è fra quelli che mi sono prefissata di riprendere in mano.

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