domenica 16 febbraio 2014

“I masnadieri” di Schiller (1759 – 1805)

I MASNADIERI
di Schiller
MONDADORI
Il romanticismo ebbe le sue origini in Germania. Fu difatti proprio il “romanticismo tedesco” il primo a svilupparsi in Europa grazie ai suoi fondatori: Friedrich Schlegel, suo fratello August Schlegel e Novalis.
Il romanticismo fu preceduto però da un altro movimento il cosiddetto “preromanticismo” che in Germania nella sua ultima fase (1765 – 1785), prese il nome di Sturm und Drang (letteralmente “tempesta ed assalto”).
Lo Sturm und Drang, tra i cui maggiori esponenti ricordiamo grazie alle loro opere Goethe, Herder e lo stesso Schiller, fu un movimento che rivendicò il rifiuto delle ideologie proprie dell’illuminismo e, seguendo la dottrina di J.J. Rousseau, fece proprio l'ideale del “ritorno alla natura”.
Rivalutò l’irrazionale nella vita dell’uomo e si schierò contro il dominio della ragione, ridimensionandone il valore e rivendicando l’importanza dei sentimenti e della fantasia.

“I masnadieri” (titolo originale Die Räuber) furono pubblicati per la prima volta nel 1781, quando il loro autore Johann Christoph Friedrich Schiller era poco più che ventenne e furono poi messi in scena l’anno successivo (1782) ottenendo un grandissimo successo.

L’azione si svolge in Germania in un arco di tempo di circa due anni. Protagonisti del dramma in cinque atti sono i due figli del vecchio conte di Moor, il maggiore di nome Karl ed il secondogenito Franz, entrambi innamorati della bella Amalia Von Edelreich che ricambia l’amore di Karl.
Franz fin dall’inizio dichiara il suo intento di impossessarsi di quanto spetta al fratello e, volendo succedere al padre ad ogni costo, si adopera in ogni modo al fine di renderlo possibile.
Johann Christoph Friedrich Schiller
Prima, servendosi di false lettere, accusa il fratello di aver disonorato il nome di famiglia così che il padre diseredi Karl. Poi, per accelerare la morte del genitore facendo leva sui suoi sensi di colpa, gli fa sapere quanto egli sia stato ingiusto con il figlio prediletto e come sia ormai troppo tardi per pentirsene in quanto Karl è morto in guerra.
Nel frattempo Karl Moor, sconvolto dall’ingiusto castigo inflittogli dal padre, sceglie la strada del crimine e diventa il capo di una banda di giovani masnadieri che mettono a ferro e fuoco città e villaggi.
Venuto però a conoscenza delle macchinazioni del fratello, Karl decide di condurre la sua banda di masnadieri alle porte del castello dei Moor e qui, riuscito ad introdursi all’interno sotto falsa identità, scopre che Amalia è ancora innamorata di lui e che in realtà suo padre è ancora vivo sebbene tenuto prigioniero.
Franz nel frattempo scopre che, sotto le spoglie dell’ospite giunto al castello, si nasconde in verità suo fratello e cerca di eliminarlo facendolo avvelenare da un servo che però si rifiuta di eseguire l’ordine e rivela invece i suoi piani allo stesso Karl.
Franz vedendo ormai la sua morte vicina, terrorizzato da ciò che lo aspetta nell’altra vita per i crimini commessi, diventa pazzo e si uccide prima che i masnadieri possano catturarlo e portarlo al loro comandante.
Il vecchio conte di Moor muore di crepacuore senza comprendere che colui che ha dinnanzi è in realtà quel figlio che credeva morto.
Karl, vorrebbe cambiare vita ora che Amalia lo ha perdonato, ma i masnadieri gli ricordano il giuramento che egli aveva fatto ovvero di essere unito a loro fino alla morte. 
Amalia capisce che non può sopravvivere ad un nuovo abbandono dell’uomo amato e gli chiede di ucciderla. 
Karl si rifiuta di darle la morte, ma è costretto a farlo prima che il fatto vengo compiuto da uno della sua banda.
Sopraffatto dal dolore Karl Moor capisce che tutta la sua vita è stata un inganno e che l’unico modo per uscire dalla sua situazione è arrendersi alle autorità. Decide così di consegnarsi ad un povero contadino, padre di molti figli, in modo che questi possa riscuotere la taglia sulla sua testa e sfamare la sua famiglia.

Schiller fu ben presto acclamato come il tanto atteso “Shakespeare tedesco” e in verità non si può leggendo “I masnadieri” non richiamare alla mente i momenti di pathos e di alta liricità nonché la violenza e la ferocia oltre alla profondità della psicologia dei personaggi di opere quali Macbeth e Riccardo III.
Lo stesso monologo di Franz (atto primo, scena I) ricorda il monologo di Riccardo III, pur rimanendo per me l’opera di Shakespeare di una bellezza ineguagliabile:

Ho ottime ragioni per essere in collera con la natura e – sul mio onore! – le farò valere… Perché non sono strisciato per primo fuori dal ventre di mia madre? Perché non sono stato il solo? Perché mi ha imposto il fardello di questa ripugnante bruttezza? E perché proprio a me? E’ come se per la mia nascita avesse utilizzato solo qualche rimasuglio. (…) Essa ci diede in dono l’inventiva e ci depose miseri e nudi sulla riva di questo grande oceano del mondo – Nuoti chi sa nuotare e chi è troppo impacciato vada a fondo!
(Franz Moor)

io sono privo di ogni bella proporzione,
frodato nei lineamenti dalla natura ingannatrice,
deforme,incompiuto,spedito prima del tempo in questo mondo
che respira,
(…) percio' non potendo fare l'amante
per occupare questi giorni belli ed eloquenti,sono
deciso a dimostrarmi una canaglia e a odiare gli oziosi
piaceri dei nostri tempi. Ho teso trappole ,ho scritto
prologhi infidi con profezie da ubriachi, libelli e
sogni per spingere mio fratello Clarence e il re a
odiarsi
(Riccardo III)
                                                                                                                    
Riccardo III è personaggio unico che con la sua perfidia e la sua crudeltà, con la sua ambiguità e la sua astuzia affascina lo spettatore e il lettore. Non lo si può amare perché lo si teme, ma allo stesso tempo non lo si può odiare perché è impossibile non essere ammaliati da questo grandioso e terribile personaggio shakespeariano.
Franz Moor invece non riesce a coinvolgere il lettore e, contrapposto al fratello Karl, non può vincere il confronto, non solo quando quest’ultimo viene descritto come l’essere perfetto di cui Amalia è innamorata ma neppure quando commette le azioni più abbiette alla testa della sua banda di masnadieri.
Sempre nel confronto con le opere shakespeariane è impossibile inoltre non ravvisare similitudini tra Amalia e Ofelia e tra Karl Moor e Amleto.

Karl è l’eroe di un mondo in disfacimento, dominato dalla violenza e contrapposto al mondo degli antichi:

quando leggo nel mio Plutarco le storie dei grandi uomini, questo secolo di imbrattacarte mi ripugna

Karl Moor, come tutti gli esseri umani, oscilla costantemente tra il bene e il male: egli è l’innamorato fedele e il figlio devoto, ma è anche il crudele comandante dei masnadieri.
Le sue due anime si rispecchiano in quella di altri due personaggi: nel violento e maligno Spiegelberg e in Kosinsky che ha alle spalle una storia molto simile a quella di Karl.
Karl non è mosso dalla malvagità ma piuttosto dal desiderio di libertà, ha voglia di ribellarsi per ristabilire, a suo modo, le leggi calpestate ma al termine del dramma comprende che tutto è stato è un grande errore:

Oh, che pazzo sono stato io a credere di poter rendere bello il mondo con l’orrore e di poter salvaguardare la legge con l’illegalità…

“I masnadieri” di Schiller divenne inoltre un’opera lirica in quattro atti musicata da Giuseppe Verdi (libretto di Andrea Maffei) rappresentata per la prima volta a Londra il 22 luglio del 1847.


5 commenti:

  1. Vado fuori tema...

    Ti ho assegnato un premio sul mio blog. Superfluo scriverlo, ma sentiti libera di partecipare se e nella misura in cui vuoi:

    http://ludo-ii.blogspot.co.uk/2014/02/premio-liebster-award-2014.html

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    1. Grazie!! fa piacere sapere che il proprio lavoro viene apprezzato.
      Ho avuto finalmente l'occasione di conoscere il tuo blog. Nel fine settimana credo proprio che andrò a leggermelo per bene, ho visto tantissime cose interessanti! nel frattempo, se non ti spiace, metto il link del tuo blog sulla mia pagina fb così anche i miei iscritti possono conoscerlo, davvero complimenti!
      Grazie ancora! sei stata davvero carina ^_^
      p.s. spero di riuscire a fare anche il post!

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    2. Grazie a te, Elisa: è difficile imbattersi in un blog che spazia così tanto in fatto di letture, andando dalla Aidan a Foscolo (troverai anche dei miei vecchissimi commenti ai tuoi rispettivi post.)

      Ti ho scoperta attraverso Penny Lane, quindi il mio ringraziamento va anche a lei.

      Spero che chi capita sul mio blog ti scopra.

      Buon proseguimento.

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  2. Non so chi sia il "colpevole", ma ciò che è scritto qui è uguale a ciò che è scritto sulla pagina Wikipedia italiana de "I Masnadieri"...trovo il tutto piuttosto imbarazzante per chi ha copiato l'altro.

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    1. Ciao Chiara, ho visto che hai lasciato più messaggi, scusa, non apro sempre la pagina e appena li ho letti come vedi ho pubblicato il tuo pensiero.
      Ho scritto questo post più di 6 anni fa, sono andata a ricontrollare e non mi sembra che qualcuno abbia copiato qualcun'altro.
      Da quello che ricordo mi ero basata molto sul saggio introduttivo della mia copia del libro.
      Nessuno comunque desidera atteggiarsi a Benedetto Croce della situazione, ci si basa su delle fonti, io come wikipedia.
      Mi spiace tu abbia avuto questa impressione e sì, lo ammetto, anche un po' per il tuo commento alquanto acido e piuttosto gratuito.
      Il mio intento è solo quello di promuovere la lettura attraverso i miei post. Il mio blog è una pagina personale, non una testata giornalistica.
      Buona giornata.

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