sabato 1 marzo 2014

“Le ossa della principessa” di Alessia Gazzola

LE OSSA DELLA PRINCIPESSA
di Alessia Gazzola
LONGANESI
Vi anticipo subito che “Le ossa della principessa” è la quarta avventura di Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale con l’hobby delle indagini poliziesche.
Il romanzo è preceduto dal libro d’esordio di Alessia Gazzola intitolato “L’allieva” (2011) e dai successivi “Un segreto non è per sempre” (2012) e “Sindrome da cuore in sospeso” (2012).

L’autrice, medico chirurgo dal 2007, è specializzata in medicina legale; non è quindi una banale casualità che la protagonista dei suoi romanzi sia proprio una giovane specializzanda nello stesso campo medico.
Come l’autrice si diletta a scrivere storie con brillanti risultati, tanto che il suo romanzo d’esordio ha venduto 60.000 copie ed è stato tradotto in quattro paesi europei, così Alice Allevi sotto l’ala protettrice dell’ispettore Roberto Calligaris, si dedica ad indagare su morti misteriose e persone scomparse, cercando di fare emergere le sue indubbie doti investigative.

Il quarto libro inizia con la scomparsa di una delle colleghe di Alice, una vera carogna di nome Ambra Negri Della Valle: la classica ragazza bella, ricca, intelligente... insomma perfetta nonché ex dell’affascinante quando perfido Claudio Conforti, ricercatore di medicina legale.
Quando Alice e Claudio vengono chiamati per il ritrovamento di un cadavere, in istituto tutti temono il peggio, ma in realtà il corpo, o meglio quello che rimane di esso, non appartiene ad Ambra, ma ad una ragazza la cui scomparsa era stata denunciata anni addietro, per la precisione nel 2006. Viviana Montosi, questo il nome della vittima, era una giovane archeologa che aveva svolto delle ricerche nei territori palestinesi poco prima di far perdere le proprie tracce.
Il caso era rimasto irrisolto e ora dopo anni il cadavere viene ritrovato in un luogo isolato, disposto in posizione fetale, accanto ad esso una coroncina di plastica da principessa.
Chi l’ha uccisa e perché? Perché quello strano rituale di sepoltura? Come spiegare il legame che sembra affiorare tra il ritrovamento del cadavere di Viviana Montosi e la scomparsa della collega Ambra Negri Della Valle?  

Per ovvi motivi non posso dirvi di più sulla trama, trattandosi di un giallo, vi rovinerei il piacere della lettura di un romanzo che si rivela sin dall’inizio carico di suspense.

Il personaggio letterario di Alice è stato paragonato da molti a Kay Scarpetta, celebre protagonista nata dalla penna di Patricia Cornwell. Confesso che non ho mai letto i romanzi della Cornwell e non sono quindi in grado di dirvi quanto ci sia di vero in questa affermazione.

Personalmente nel romanzo della Gazzola ho trovato coinvolgente e piacevole la contaminazione di stili. “Le ossa della principessa” è un giusto mix tra un romanzo giallo, a tratti quasi un thriller, e quel genere che viene oggi comunemente definito chick lit.

La narrazione propone due storie parallele: da una parte abbiamo Alicia Allevi e la sua vita privata un po’ stile protagonista dei libri di Sophie Kinsella e dall’altra la storia di Viviana.
Alice affianca Roberto Calligaris negli interrogatori agli ex-colleghi ed agli amici della vittima e nel frattempo si documenta spulciando il fascicolo della polizia riguardante il caso e leggendo le mail che Viviana aveva inviato alle amiche nell’ultimo periodo della sua vita.

La dottoressa Allevi ricorda a tratti Bridget Jones, la protagonista dei libri di Helen Fielding: come lei è maldestra, pasticciona, indecisa, sentimentalmente negata, combattuta tra due uomini... ma nonostante sembri sempre perseguita dalla sfortuna, Alice, complice il suo intuito infallibile e la capacità di sapersi trovare nel posto giusto al momento giusto, scopre indizi fondamentali per le indagini.

A voler essere sincera sono un po’ pentita di aver letto il quarto libro, forse sarebbe stato più interessante seguire la storia dall’inizio, di certo ho intenzione di leggere appena possibile gli altri tre romanzi perché la curiosità è tanta.
Non vedo comunque nessuna controindicazione per chi volesse leggere questo romanzo per primo.
Diciamo che è un po’ come guardare un telefilm poliziesco dalla quarta puntata, magari non sarete in grado di capire subito tutti i collegamenti tra i personaggi principali, ma questo certamente non vi impedirà di godervi l’indagine e la soluzione del caso.
In verità qualcuno sostiene addirittura che questo sia il romanzo più bello della Gazzola, per ora non ho termini di paragone, ma di certo “Le ossa della principessa” è un libro divertente e intrigante, scorrevole e ben scritto.
                                  


                                     

8 commenti:

  1. Su questa serie sono molto indecisa. All'inizio non mi ispirava, poi ho iniziato a sentirne parlare positivamente. Il fatto che sia una serie mi scoraggia un po' perché le serie sono così tante e io sono nel bel mezzo di diverse, però il fatto che i volumi siano autoconclusivi di per sé mi pare un compromesso più accettabile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho scoperto per caso e se avessi saputo che era una serie non l'avrei letto. Fortunatamente non me ne ero accorta ^_^ Comunque non capisco per oggi non si possa più scrivere libri fatti e finiti, ma si debba scrivere sempre saghe, serie e quant'altro... Se decidi di leggerlo, ovvio non aspettarti un grande classico ^_^ però è un libro carino, spensierato come un chick lit e allo spesso tempo che tiene impegnata la mente per cercare di risolvere il caso.

      Elimina
  2. Ogni tanto leggo i tuoi post, sono interessanti ma non riesco a leggerli costantemente perché non hai inserito il gadget “segui tramite email”. Per non perdere di vista i prossimi post ti ho inserito tra i blog che seguo. Mi trovi a: iltaccuinodellevoci.blogspot.com. Ciao da Innassia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao! ho inserito il "segui tramite email" grazie per il suggerimento. Inoltre ho aggiunto "Il taccuino delle voci" ai blog che seguo :-)

      Elimina
  3. A proposito, leggendo per il web, ho notato che ci sono degli schieramenti. Per l'idea che ti sei fatta con questo libro, sei più team Arthur o team Claudio?

    (Per queste cose, tendo a essere curiosa come una scimmia...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sinceramente non mi entusiasmano nessuno dei due....forse se proprio dovessi scegliere direi Arthur ma con tante riserve :)

      Elimina
  4. ce l'ho in lista ...chissà perchè vanno di moda le maldestre e pasticcione ...adesso che ci penso dovrei essere di moda anch'io ..ahahah :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e non sei l'unica ad andare di moda ;-)

      Elimina